Una foto del remake cancellato di Prince of Persia e nuovi tagli a Parigi scuotono Ubisoft
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Una fotografia, apparentemente innocua, ha riacceso il dibattito e la delusione tra gli appassionati del franchise di Prince of Persia, gettando una luce cruda sulle dinamiche interne di Ubisoft. L'immagine, diffusa da un utente attraverso i social network, ritrarrebbe infatti un build del tanto atteso remake di *Sands of Time*, la cui cancellazione era stata annunciata solo pochi giorni fa. Quel che maggiormente colpisce, al di là della semplice conferma visiva dell'esistenza del titolo, è l'informazione – sostenuta da fonti vicine al progetto – secondo cui lo sviluppo del gioco sarebbe stato completato al novantanove per cento, in uno stato dunque prossimo alla finalizzazione, richiedendo ormai soltanto attività di debug e alcune rifiniture marginali. Una circostanza che, inevitabilmente, solleva interrogativi sulle reali motivazioni alla base di una decisione così drastica, presa a ridosso di un ipotetico traguardo.
La scoperta amara di un'attrice e un NDA stringente
A rendere più personale e umana la vicenda ha contribuito il racconto dell'attrice Eman Ayaz, coinvolta nel progetto. La stessa Ayaz, la quale non ha potuto fare esplicito riferimento al gioco a causa di un accordo di riservatezza ancora vincolante, ha rivelato – attraverso un video pubblicato online – di essere venuta a conoscenza della cancellazione solo leggendo un articolo di stampa, segnalatole dal fratello. "Ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita a questo progetto", ha dichiarato, sottolineando come il team di sviluppo fosse diventato per lei "una sorta di seconda famiglia". Una testimonianza che delinea, senza bisogno di ulteriori commenti, l'impatto concreto di queste scelte aziendali sulle persone che, dietro le quinte, danno vita ai prodotti digitali.
La strategia di riduzione del personale nel quartier generale
Parallelamente, prosegue l'opera di riassetto interno annunciata dalla compagnia, la quale aveva parlato di un necessario "reset". Oltre all'interruzione di sei titoli in sviluppo, tra cui appunto il remake di Prince of Persia, Ubisoft starebbe ora valutando un'ulteriore riduzione dell'organico nella sua sede centrale di Parigi. Secondo i report più recenti, l'azienda avrebbe infatti proposto di eliminare fino a duecento posizioni lavorative, una cifra che corrisponderebbe a circa il diciotto per cento del personale totale lì impiegato. L'intenzione sembrerebbe quella di gestire questo snellimento attraverso una *Rupture Conventionnelle Collective*, una procedura di diritto francese che permette di giungere a una risoluzione consensuale del contratto di lavoro, evitando così di ricorrere formalmente a un licenziamento collettivo.
Un periodo di transizione tra progetti cancellati e riassetto
Il caso del remake di *Sands of Time*, con la sua paradossale vicinanza al completamento, si staglia quindi come l'emblema più discusso di una fase profondamente trasformativa per la società francese. Una fase caratterizzata da scelte drastiche, sia in termini di portfolio di giochi che di risorse umane, il cui esito complessivo è ancora tutto da valutare. I piani di taglio, per quanto attuati tramite accordi volontari, disegnano un quadro di incertezza per molti dipendenti, mentre il mercato e i fan osservano lo smantellamento di progetti su cui, in molti casi, nutrivano grandi aspettative. Resta il fatto che, mentre una semplice immagine leakata alimenta discussioni e rimpianti online, le decisioni prese negli uffici di Parigi continuano a ridisegnare la mappa degli sviluppi futuri della compagnia.




