Gaza, il cardinal Pizzaballa celebra la messa nella chiesa bombardata

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, dove due giorni fa un raid israeliano ha ucciso tre persone e ferito una decina di fedeli – tra cui il parroco, padre Gabriel Romanelli – questa domenica è stato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, a presiedere la messa. La sua visita, iniziata ieri, prosegue nonostante le macerie e la paura, in un luogo che, pur colpito, rimane simbolo di resistenza spirituale in una striscia di Gaza sempre più devastata.

Padre Romanelli, lievemente ferito a una gamba e al fianco durante l’attacco, ha descritto a Vatican News una situazione «sempre più grave», sottolineando però il conforto portato dalla vicinanza della Chiesa. «Senza il suo intervento – hanno riferito le Ong cattoliche presenti – si sarebbe parlato di un massacro». Grazie alle sue azioni, infatti, oltre cinquanta persone sono state messe in salvo, evitando che il bilancio, già tragico, potesse aggravarsi ulteriormente.

Tra le immagini più toccanti di queste ore, quella degli abitanti di Gaza riuniti nella cucina della parrocchia per preparare le ostie. Con farina, acqua e uno stampo di ferro donato da un italiano, hanno modellato il pane azzimo, trasformandolo in cialde non perfette ma indispensabili per celebrare l’eucarestia. Un gesto semplice, che in tempi normali passerebbe inosservato, e che oggi invece diventa un atto di speranza in mezzo alla distruzione.

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