Mps supera la soglia minima dell'Opas su Mediobanca, adesioni al 38,5%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Monte dei Paschi di Siena, spinto dall’azione del governo Meloni e dai suoi azionisti di riferimento, ha compiuto una mossa decisiva nella sua operazione di acquisizione su Mediobanca. Le adesioni all’offerta pubblica di acquisto e scambio hanno infatti toccato il 38,5% del capitale della banca d’affari di Piazzetta Cuccia, superando con margine significativo la soglia minima del 35% che era stata indicata come condizione irrinunciabile per la buona riuscita dell’operazione. Questo traguardo, raggiunto con tre giorni di anticipo sulla chiusura ufficiale del periodo di presentazione delle adesioni, è stato reso possibile dal rilancio in contanti da 90 centesimi per azione – un importo complessivo di 750 milioni di euro – annunciato nella notte di lunedì dalla dirigenza di Rocca Salimbeni.

L’intervento correttivo sull’offerta iniziale, che ha di fatto azzerato lo sconto precedentemente applicato dal mercato, si è rivelato dunque determinante per convincere un numero sufficiente di soci di Mediobanca a consegnare le proprie quote. Sulla base dei dati comunicati, le azioni portate in adesione ammontano a 313.252.717, una cifra che, sommata alle quasi 32.000 già in possesso di Mps, porta la banca senese a detenere una partecipazione che supera ampiamente la fatidica quota del 35%. Questo passaggio, tecnicamente, apre la concreta possibilità di una riapertura dell’offerta nel periodo compreso tra il 16 e il 22 settembre, un’eventualità prevista dal documento originale.

Proprio oggi il consiglio di amministrazione di Mediobanca, riunitosi per quello che sarà l’ultimo incontro sotto la guida dell’amministratore delegato Alberto Nagel, è chiamato a valutare formalmente la nuova offerta. Si attende, come già preannunciato, un giudizio di “non congruità” sul prezzo proposto da Mps, un parere che tuttavia, date le circostanze, assume ormai un carattere largamente simbolico. La conquista di questa soglia rappresenta infatti un punto di non ritorno, segnando la fine di un’era per la storica banca d’affari e l’inizio di un nuovo controllo, saldamente nelle mani di Siena e dei suoi alleati.

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