Firmato il decreto per il semestre aperto a Medicina: agevolazioni su residenze e borse di studio
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Redazione Interno
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Accesso facilitato alle residenze universitarie, tariffe ridotte per la ristorazione e borse di studio calibrate anche per chi frequenta solo pochi mesi: sono queste alcune delle misure contenute nel decreto firmato dalla ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, per regolare il cosiddetto semestre aperto previsto dalla riforma dell’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Il provvedimento, che uniforma le regole a livello nazionale, mira a sostenere gli studenti durante i primi sei mesi di corso, prima della selezione definitiva.
Il sistema, che sostituisce il test d’ingresso con una prova intermedia, non elimina il numero programmato – la cui effettiva utilità, del resto, è spesso discussa più in relazione alla carenza di specializzandi che non di laureati – ma introduce meccanismi per ridurre gli svantaggi economici. Tra le novità più significative, c’è la possibilità di usufruire di alloggi e mense già dal primo semestre, mentre le borse di studio, tradizionalmente erogate su base annuale, saranno riconosciute proporzionalmente anche a chi dovesse interrompere gli studi dopo la valutazione di metà anno.
Le università, però, devono fare i conti con numeri imponenti. Alcuni atenei, per gestire l’afflusso, stanno valutando soluzioni alternative, come l’utilizzo di spazi non convenzionali – fiere, cinema – o il ricorso alla didattica a distanza. Un’organizzazione complessa, che in molti casi costringerà i funzionari a rinunciare alle ferie estive.




