Omicidio Ramelli, archiviati 18 militanti per i saluti romani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il gip di Milano ha archiviato 18 militanti di estrema destra indagati per i saluti romani eseguiti durante il corteo dell’aprile 2023 in memoria di Sergio Ramelli. Nell’inchiesta sull’omicidio Ramelli e sulle successive commemorazioni, il giudice ha accolto la richiesta della procura nei confronti degli indagati per manifestazione fascista e per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Al centro della decisione c’è la valutazione del significato assunto dal gesto in quella specifica occasione: secondo quanto emerge dagli atti riportati, il saluto romano sarebbe stato collegato all’intento commemorativo e non all’espressione di un’ideologia di intolleranza e discriminazione.

Saluti romani per Ramelli, le ragioni dell’archiviazione

La decisione parte da due elementi indicati nella ricostruzione del caso. Il primo riguarda le celebrazioni che si svolgono da anni a Milano: secondo la valutazione riportata, non sarebbero mai emersi elementi sufficienti per ritenere che l’assetto democratico della Repubblica italiana fosse concretamente messo in pericolo dalla possibile ricostituzione del partito fascista. Questo passaggio riguarda quindi il contesto nel quale si sono svolti i saluti romani e il significato attribuito alla manifestazione. Proprio l’assenza di un concreto pericolo legato alla ricostituzione del partito fascista costituisce uno dei punti richiamati nell’archiviazione dei 18 militanti coinvolti nel corteo dell’aprile 2023.

Il secondo elemento riguarda direttamente il gesto contestato agli indagati. Nel contesto della commemorazione di Sergio Ramelli, il saluto romano non viene considerato un gesto che esprime un’ideologia di intolleranza e discriminazione, ma viene ricondotto all’intento di ricordare la memoria del giovane militante. La valutazione riportata lega dunque il significato del gesto alla specifica occasione commemorativa e alla figura di Ramelli, descritto come un ragazzo che espresse il proprio pensiero politico. È su questa lettura del contesto e delle finalità della manifestazione che si inserisce la richiesta di archiviazione presentata dalla procura e accolta dal gip di Milano.

Chi era Sergio Ramelli e cosa contestava l’inchiesta

Sergio Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù e venne ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia. Il corteo finito al centro dell’inchiesta si era svolto nell’aprile 2023 proprio per ricordarlo, nell’ambito di celebrazioni che a Milano, secondo quanto riportato negli atti, si ripetono da diversi anni. Durante quella manifestazione alcuni partecipanti avevano effettuato saluti romani, circostanza che aveva portato all’indagine nei confronti di 18 militanti di estrema destra. Le ipotesi contestate erano manifestazione fascista e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, accuse ora archiviate dopo la richiesta della procura e la decisione del giudice.

La posizione espressa nell’archiviazione distingue quindi il significato attribuito ai saluti romani durante le commemorazioni per Ramelli da quello di un gesto diretto a manifestare intolleranza o discriminazione. Nelle celebrazioni milanesi prese in esame non sarebbero stati individuati, nel corso degli anni, elementi tali da sostenere un concreto pericolo per l’impianto democratico della Repubblica legato alla ricostituzione del partito fascista. Allo stesso tempo, il gesto compiuto nel corteo dell’aprile 2023 viene interpretato nel suo contesto commemorativo, collegandolo al ricordo di Sergio Ramelli. Su questi presupposti il gip ha accolto la richiesta della procura e disposto l’archiviazione per tutti i 18 indagati.

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