Compravendita immobili donati, approvata la riforma voluta dal Notariato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stata approvata, in via definitiva, la legge che riforma la circolazione dei beni immobili di provenienza donativa, una modifica di portata storica che, dopo anni di attesa, interviene per sanare una lacuna normativa che da tempo penalizzava la libertà negoziale e il mercato. Il provvedimento, inserito nel Ddl Semplificazioni, garantisce che chi compra un immobile che il venditore ha ricevuto per donazione avrà la certezza di non doverlo più restituire, un principio che il Consiglio Nazionale del Notariato perseguiva da oltre un decennio. Tramite una nota, lo stesso Notariato ha sottolineato come questa riforma rappresenti una semplificazione fondamentale, destinata a produrre vantaggi concreti per le famiglie e per tutti gli operatori del diritto, agevolando la circolazione dei beni e rimuovendo un elemento di grande incertezza.

Addio al rischio di restituzione fisica dell'immobile

Il cuore della riforma risiede nell'aver superato l'obbligo della restituzione materiale del bene. In passato, qualora una donazione avesse pregiudicato le quote di legittima spettanti agli eredi, questi ultimi potevano agire per ottenere la reintegrazione del loro diritto attraverso la riduzione della donazione stessa, il che si traduceva spesso nella restituzione fisica dell'immobile, con conseguenti e gravi ripercussioni per chi, nel frattempo, lo avesse acquistato in buona fede. La nuova normativa, di cui si discuteva da tempo, scardina questo meccanismo: non sarà più possibile recuperare materialmente la casa, ma agli eredi lesi spetterà esclusivamente un diritto al risarcimento monetario.

Un diritto al risarcimento che sostituisce la rivendicazione

Il donatario, colui che ha ricevuto l'immobile in donazione, non sarà più costretto a restituire il bene, bensì sarà tenuto a corrispondere agli eredi una compensazione esclusivamente economica. Questo risarcimento, è importante precisarlo, sarà calcolato nel limite strettamente necessario a riparare il danno subito dalla quota di legittima a causa della donazione. Viene così meno un istituto giuridico che, seppur fondato, generava un'insicurezza giuridica paralizzante per il mercato, trasformando un diritto reale in un mero credito di valore.

La sicurezza per chi acquista in buona fede

L'altro pilastro della riforma è la protezione assoluta dell'acquirente in buona fede. La legge stabilisce, infatti, che l'acquirente dell'immobile divenga intoccabile nel momento in cui la trascrizione del suo acquisto nei registri immobiliari avvenga prima della trascrizione dell'eventuale azione di riduzione promossa dagli eredi. Questo passaggio, tecnicamente cruciale, sancisce la piena legittimità e sicurezza del possesso per chi ha comprato l'immobile, chiudendo definitivamente la porta a rivendicazioni successive che, fino a ieri, potevano vanificare l'intero investimento e bloccare l'accesso al credito.

Implicazioni concrete per il mercato e i mutui

Le ricadute pratiche di questa innovazione legislativa sono immense e toccano da vicino la vita di molti. Quella situazione, fin troppo comune, in cui una banca negava il mutuo o imponeva onerose polizze aggiuntive per la compravendita di un immobile proveniente da una donazione – un costo che poteva aggirarsi anche attorno ai settecento euro – diventa ora un retaggio del passato. La certezza del diritto, finalmente acquisita, elimina il rischio percepito dagli istituti di credito e, di conseguenza, sblocca una fetta significativa del mercato immobiliare, rendendo questi beni pienamente e liberamente commerciabili senza aggravî di spesa o intoppi finanziari.

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