L’uomo aggrappato all’albero e il fiume che torna a far paura: nel Molise è ancora allerta rossa
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Redazione Interno
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La pianura che si stende verso il mare, solitamente placida in questo scorcio di primavera, si è trasformata in una trappola d’acqua. È successo a Termoli, dove la piena del torrente Sinarca – un corso d’acqua che di norma lambisce placidamente il territorio – ha travolto un automobilista, il quale, trovandosi improvvisamente circondato dalla corrente, ha avuto la prontezza di abbandonare il veicolo per aggrapparsi a un albero. Una scelta, quella di resistere tra i rami mentre l’acqua saliva, che ne ha salvato la vita in attesa dei soccorsi. I vigili del fuoco, operativi con squadre fluviali specializzate, lo hanno individuato lungo l’alveo e recuperato con l’ausilio di un elicottero dell’Aeronautica Militare, resosi necessario per la difficoltà di accesso in una zona ormai irriconoscibile.
Non è stato l’unico intervento a caratterizzare una notte di lavoro senza sosta per le squadre di soccorso, impegnate a fronteggiare un’emergenza che, nelle ore precedenti, aveva già indotto la Protezione Civile regionale a innalzare il livello di criticità. L’allerta, passata da arancione a rossa, interessa gran parte del territorio e in particolare il Basso Molise, dove il rischio idraulico e idrogeologico si è fatto concreto. A Campomarino Lido, il sindaco ha disposto l’evacuazione immediata e precauzionale dei residenti, specialmente quelli le cui abitazioni sorgono in prossimità degli argini del fiume Biferno: il pericolo, in questo caso, è legato alla possibilità di una tracimazione improvvisa, alimentata dalle piogge intense che non accennano a diminuire.
Il quadro idraulico è reso ancor più complesso dalla gestione controllata delle acque a monte. Alla diga di Ponte Liscione, per contenere il livello dell’invaso, si è reso necessario procedere con l’apertura dello scarico di fondo, incrementando le portate fino a superare i cinquecento metri cubi al secondo. Una misura, questa, adottata in via preventiva su indicazione della Prefettura, che però ha inevitabilmente aumentato la pressione sul fiume Biferno nel suo tratto terminale, creando le condizioni per possibili esondazioni diffuse tra i comuni di Larino, Guglionesi e Portocannone, fino a lambire la fascia costiera e la zona industriale di Termoli. Le conseguenze si vedono lungo la viabilità, dove la strada statale 647 “Fondo Valle del Biferno” è stata chiusa in più punti con deviazioni obbligatorie, mentre la viabilità secondaria risulta spesso interrotta da allagamenti.
Acqua e neve: il doppio volto dell’emergenza
Mentre la piena del Sinarca e le piene del Biferno tenevano in scacco la costa, sull’Appennino molisano si assisteva a un fenomeno altrettanto straordinario per il periodo: abbondanti nevicate hanno imbiancato centri come Capracotta, dove il manto nevoso ha raggiunto spessori quasi record per l’inizio di aprile, complicando ulteriormente la viabilità sulle strade interne e isolando alcune frazioni. Si tratta dello stesso ciclone, denominato Erminio, che sta scaricando la sua forza su tutto il centro-sud, portando venti forti e mareggiate lungo le coste adriatiche. In questo contesto, la situazione rimane critica anche per gli stessi soccorritori: a Termoli, la caserma dei vigili del fuoco è stata temporaneamente evacuata a causa dell’allagamento, un dettaglio che restituisce la misura dell’emergenza in corso.
Un territorio già messo alla prova
La memoria storica torna a farsi sentire in queste ore. La sindaca di Casacalenda, commentando la violenza delle precipitazioni, ha tracciato un parallelo con l’alluvione del 2003, un evento che segnò profondamente il paesaggio e la comunità del Basso Molise. L’intensità delle piogge attuali, paragonabile a quella di ventidue anni fa, sta mettendo a dura prova non solo gli argini dei fiumi, ma anche un territorio reso fragile da anni di abbandono e dalla cementificazione. L’attenzione è alta non solo per il Biferno, ma anche per il Tappino e il Trigno, quest’ultimo già esondato a Montenero di Bisaccia. Le operazioni di monitoraggio proseguono senza soluzione di continuità, con la Protezione Civile che ha attivato l’Unità di crisi per coordinare gli interventi di messa in sicurezza e il supporto alla popolazione sfollata.
Disagi e viabilità in tilt
L’ondata di maltempo ha di fatto paralizzato la normale vita amministrativa e sociale. In numerosi comuni delle province di Campobasso e Isernia, i sindaci hanno firmato ordinanze per la chiusura delle scuole, una misura adottata per evitare rischi legati agli spostamenti su strade rese insidiose dall’acqua e dal fango. La circolazione lungo le principali arterie di collegamento, compresi alcuni tratti della A14 in prossimità del casello di Termoli, ha subito limitazioni e deviazioni. Gli allagamenti diffusi, che interessano anche aree industriali e zone agricole, rendono difficoltoso il transito non solo per i privati cittadini, ma anche per i mezzi di soccorso, costretti a un lavoro certosino per raggiungere le aree più isolate e garantire l’incolumità di chi, in molti casi, si è trovato l’acqua in casa senza preavviso.




