Vicenza, sgomberato il presidio no-Tav: idranti e fermi dopo l’occupazione del bosco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   All’alba di oggi la polizia ha posto fine all’occupazione del bosco di Ca’ Alte e Lanerossi, a Vicenza, dove da un anno gli attivisti no-Tav avevano installato un presidio permanente per opporsi agli espropri legati alla costruzione della linea ad alta velocità. L’intervento, che ha coinvolto un blindato dotato di idranti, ha disperso il centinaio di manifestanti rimasti, alcuni dei quali – dopo essersi incatenati – sono stati accompagnati in questura.

Gli attivisti, legati al centro sociale Bocciodromo, avevano trasformato l’area in una sorta di fortezza, erigendo torrette e barricate per ostacolare l’avanzata delle ruspe. L’obiettivo era bloccare i lavori preliminari per il cantiere, che interesserà 177 mila metri quadrati di territorio e comporterà lo sfratto di circa 200 famiglie. Le strutture in legno, costruite per rallentare lo sgombero, sono state abbattute dagli agenti nel corso dell’operazione.

Il sindaco Giacomo Possamai, pur ribadendo la necessità di tutelare le zone verdi, ha auspicato che le proteste si svolgano «in modo pacifico», evitando escalation. Le sue parole, però, non hanno placato la tensione, mentre Iricav – la società incaricata dei lavori – prosegue nei piani che prevedono la realizzazione di una strada di servizio e l’avvio del cantiere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.