Ex Ilva, il 26 maggio incontro al Mimit sull’indotto. Urso convoca i rappresentanti, mentre cresce la tensione tra scioperi e vertenze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per lunedì 26 maggio, alle 16.30, un incontro dedicato alla situazione dell’indotto dell’ex Ilva, su indicazione del ministro Adolfo Urso. Alla riunione parteciperanno le principali associazioni di categoria – tra cui Confindustria Taranto, Confartigianato Puglia, Confapi Taranto, Cna e AIGI Indotto Taranto – insieme ai rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia. L’appuntamento arriva in un momento di forte instabilità per lo stabilimento, tra proteste, vertenze sindacali e l’incertezza sul futuro della vendita agli azeri di Baku Steel.

L’emergenza, del resto, non riguarda solo Taranto. Anche a Cornigliano, nello stabilimento ligure, i lavoratori hanno annunciato uno sciopero di quattro ore – dalle 5 alle 9 di domani – in risposta al raddoppio della cassa integrazione e al sequestro dell’altoforno 1. Un presidio è previsto all’esterno della portineria, mentre a Roma, a Palazzo Chigi, si riunirà il tavolo permanente sull’ex Ilva per discutere della vertenza e dell’impasse nelle trattative con Baku Steel.

Intanto, la tensione cresce anche tra i dipendenti di Acciaierie d’Italia, che domani incroceranno le braccia dalle 11 alle 16, in contemporanea con il vertice romano. A Taranto, dove l’atmosfera è tesa, i lavoratori potranno seguire gli sviluppi attraverso un megaschermo allestito fuori dalla fabbrica. La prospettiva, secondo quanto anticipato dall’azienda, è quella di un ulteriore ampliamento della cassa integrazione, che potrebbe coinvolgere oltre quattromila persone.

Sullo sfondo restano le polemiche sulle dichiarazioni del ministro Urso, accusato di aver distorto alcuni aspetti chiave della vicenda, dall’incendio che ha bloccato l’altoforno 1 alle criticità del piano di cessione. Un episodio – quello delle fiamme – che ha fatto emergere fragilità già esistenti, complicando ulteriormente una partita già di per sé intricata e in ritardo.

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