I dazi Usa frenano l’economia globale: per l’Italia Pil allo 0,7%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’incertezza scatenata dai dazi imposti dall’amministrazione Trump continua a pesare sull’economia mondiale, con effetti tangibili già nei primi due mesi di tensioni commerciali. A tracciare un quadro preoccupante è l’Ocse, che nel suo ultimo rapporto ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per quasi tutte le economie, compresa quella italiana. Rispetto alle stime di dicembre, quando il contesto politico internazionale appariva diverso, l’organizzazione parigina ha ridimensionato le aspettative, indicando per l’Italia un aumento del Pil dello 0,7% nel 2025, seguito da un +0,9% nel 2026.

Nonostante l’Italia, insieme a Spagna, Turchia e Brasile, registri tassi di disoccupazione particolarmente bassi rispetto ai livelli pre-pandemici, il clima di incertezza generato dalle politiche protezionistiche statunitensi rischia di minare la sua posizione di Paese esportatore. Alvaro Santos Pereira, capo economista dell’Ocse, ha sottolineato che, sebbene finora l’impatto dei dazi sia stato limitato, la situazione potrebbe evolversi rapidamente. “L’Italia esporta molto, quindi un aumento del protezionismo la coinvolgerebbe direttamente”, ha affermato Pereira, aggiungendo che, nonostante le speranze contrarie, è probabile che questo scenario si concretizzi.

Le tensioni commerciali, che hanno già rallentato la crescita globale, potrebbero quindi avere ripercussioni più significative nel medio termine. L’Ocse, nel suo rapporto, ha evidenziato come l’aumento dei dazi e le relative contromisure adottate da altri Paesi stiano creando un clima di instabilità, con effetti a catena sulle economie più esposte ai mercati internazionali. L’Italia, che basa una parte significativa del suo Pil sulle esportazioni, potrebbe trovarsi in una posizione delicata se le barriere commerciali dovessero intensificarsi.

Intanto, il quadro macroeconomico globale appare sempre più frammentato. Le stime dell’Ocse, che hanno coinvolto economie di diverse latitudini, riflettono una generale frenata, con prospettive di crescita ridotte rispetto ai precedenti calcoli. L’organizzazione ha sottolineato come l’attuale contesto politico ed economico, caratterizzato da tensioni commerciali e incertezze geopolitiche, stia influenzando negativamente gli investimenti e la fiducia dei consumatori.

In questo scenario, l’Italia si trova a dover affrontare una doppia sfida: da un lato, mantenere bassi i tassi di disoccupazione, che attualmente rappresentano un punto di forza; dall’altro, proteggere il proprio sistema produttivo dalle possibili ripercussioni di un protezionismo sempre più diffuso. Sebbene il Paese abbia dimostrato una certa resilienza negli ultimi anni, la dipendenza dalle esportazioni potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio in un contesto internazionale sempre più volatile.

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