In Italia record di morti per cocaina, allarme anche per gli psicofarmaci tra i minorenni
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Redazione Interno
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Per la prima volta, nel 2024, il numero di decessi legati alla cocaina ha raggiunto quello delle vittime dell’eroina, segnando un picco senza precedenti. Lo rivela la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, che delinea un quadro preoccupante non solo per l’aumento delle morti, ma anche per il crescente abuso di antidepressivi tra i più giovani. Sebbene il consumo complessivo di droghe tra gli adolescenti abbia registrato un lieve calo, i dati mostrano una trasformazione qualitativa del mercato, con rischi inediti per la salute pubblica.
Le analisi delle acque reflue confermano che la cocaina è la seconda sostanza illegale più diffusa, con una media di 11 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, superata solo dalla cannabis (52 dosi). Ma è l’impennata dei decessi a destare maggiore allarme, segno di una tossicità sempre più elevata o di modalità d’uso più pericolose. Parallelamente, tra i minorenni si è diffuso l’uso improprio di psicofarmaci: 180mila under 18, il 12% della fascia 15-19 anni, ne avrebbero fatto ricorso senza prescrizione nell’ultimo anno, con una prevalenza doppia tra le ragazze. Un fenomeno che, sebbene meno visibile della dipendenza da stupefacenti, solleva interrogativi sulla facilità di accesso a queste sostanze e sulla loro normalizzazione.
Il rapporto evidenzia poi un altro dato critico: se gli accessi ai servizi di trattamento rimangono stabili, la composizione delle sostanze coinvolte sta cambiando, con un mercato sempre più frammentato e imprevedibile. Mentre la cannabis mantiene il primato dei consumi, la cocaina – un tempo associata a contesti specifici – sembra aver ampliato il suo raggio d’azione, coinvolgendo fasce d’età e gruppi sociali un tempo meno esposti.




