Il Sigep, dove il gusto scrive il futuro: birra nel gelato e mele nella farina
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Redazione Economia
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Un gelato alla spina che sa di luppolo e malti tostati, oppure un pane dal colore intenso e naturale ottenuto da una farina speciale, sono soltanto due delle proposte che catturano l'attenzione dei visitatori, i quali, percorrendo i vasti padiglioni della Fiera di Rimini, si immergono in un universo sensoriale in costante evoluzione. L'evento, che da decenni rappresenta il punto di riferimento planetario per gli operatori del settore della gelateria, della pasticceria, della panificazione e del caffè, dimostra ancora una volta la sua vitale capacità di anticipare i desideri del mercato, fondendo sapientemente tradizione e sperimentazione, laddove l'innovazione tecnologica, come nel caso dei baristi automatizzati, diventa strumento al servizio della creatività umana. I profumi che si sprigionano dagli stand, dal burro fresco dei croissant alla crosta fragrante della pizza, costituiscono un sottofondo olfattivo persistente, il quale accompagna le degustazioni e i confronti tra addetti ai lavori, i quali cercano, tra una conversazione e l'altra, le nuove regole del gusto destinate a influenzare le tendenze dei prossimi anni.
Farine speciali e l'arte della sperimentazione
Tra le novità più significative spicca il lavoro di realtà consolidate come Molino Dallagiovanna, la quale, forte di una storia quasi bicentenaria, presenta in anteprima mondiale una miscela denominata Blackery. Si tratta di una proposta che esula dalla semplice ricerca estetica, poiché punta a coniugare l'impatto visivo di un prodotto scuro con prestazioni tecniche elevate e una dichiarata sostenibilità. La composizione, che unisce grani selezionati a cacao pregiato certificato, garantisce infatti colore e gusto senza ricorrere a coloranti di sintesi, un aspetto, quest'ultimo, sempre più determinante nelle scelte di professionisti e consumatori finali. Le dimostrazioni pratiche tenute da maestri internazionali sul Palco del Gusto dello storico molino mostrano le potenzialità applicative di queste farine innovative, trasformandole in pane, pizza, pasta e prodotti da forno che rispondono a un'esigenza di naturalità e performance.
L'ospitalità come motore del territorio
La ricaduta economica della manifestazione si estende ben oltre i confini dei padiglioni, coinvolgendo in modo diretto l'intero sistema ricettivo della riviera romagnola, il quale vive questi giorni di fervente attività come un momento paragonabile alle festività di fine anno. Gli albergatori, da Rimini a Riccione, registrano un'occupazione piena e prolungata, favorita dalla presenza di espositori e buyer provenienti da decine di nazioni, i quali scelgono di trattenersi per l'intera durata della fiera. Questo afflusso, che trasforma il weekend in un periodo di intenso lavoro e opportunità, viene gestito con la consueta competenza di un territorio abituato ad accogliere, dimostrando come un evento di settore possa innescare un circolo virtuoso capace di sostenere l'economia locale.
Istituzioni e aggregazione di settore
La dimensione internazionale del Sigep non oscura la presenza di realtà associative radicate nel territorio, come l'Associazione Caffè Trieste, la quale mantiene il suo tradizionale appuntamento con la kermesse riminese attraverso uno spazio istituzionale. Lo stand, oltre a rappresentare un punto di informazione sulle attività dell'associazione, svolge una funzione importante di accoglienza e aggregazione per i soci che visitano la fiera, offrendo loro un luogo di riferimento e ospitalità all'interno del tumultuoso viavai della manifestazione. Tale presenza sottolinea il valore della condivisione e del network, elementi fondamentali in un contesto globale dove le relazioni personali e lo scambio di competenze continuano a rappresentare un asset insostituibile per la crescita del settore.




