Sigep, la fiera dove il gusto si fa futuro e creatività
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Redazione Economia
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Da oggi i padiglioni di Rimini diventano, ancora una volta, l’epicentro globale del foodservice, ospitando Sigep World, la kermesse di Italian Exhibition Group che riunisce l'intero universo del consumo fuori casa in un unico, vibrante contesto. La manifestazione, giunta alla sua quarantasettesima edizione, rappresenta un crocevia imprescindibile per operatori e appassionati, configurandosi come il luogo dove le filiere del gelato, della pasticceria, del cioccolato, del caffè, della panificazione e della pizza si intrecciano, dimostrando di essere parti vitali di uno stesso ecosistema economico e culturale. Un settore che, nel suo complesso, muove un valore che supera i quaranta miliardi di euro, sommando consumi interni, export e indotto, e che qui trova la sua vetrina più completa e dinamica.
L'innovazione dolce passa per il gelato
Proprio nel gelato, uno dei pilastri della fiera, la spinta innovativa si esprime attraverso competizioni di alto livello, come il Gelato Festival World Masters, una sorta di slam che mette di fronte sedici maestri gelatieri selezionati per le loro proposte più ardite. La creatività, in questo caso, si delinea come il minimo comune denominatore di ricette che sfidano i canoni tradizionali: si va, per citarne alcune, dall’abbinamento tra latte e infusione di favo del miele, arricchito da botaniche di montagna, proposto da Alessandro Cesari, all’incontro tra latte di cocco, arancia e vaniglia Tahiti di Danilo Cinelli. Silvia Chirico sperimenta invece con latte di bufala, foglie di mirto e sciroppo di bacche della stessa pianta, mentre Assunta Vuono punta sulla radice di liquirizia in infusione, accostata a salsa d’arancia amara e miele di agrumi. Sono esperimenti che, al di là del concorso, disegnano una mappa di gusti inediti e raccontano un’arte in costante evoluzione.
Il dibattito sul futuro di bar e ristoranti
Parallelamente alle gare e alle degustazioni, Sigep si conferma piattaforma di riflessione strategica per il settore, ospitando dibattiti sul futuro prossimo degli esercizi di ristorazione. A portare la voce degli imprenditori saranno, tra gli altri, i referenti della Fipe Confcommercio provinciale, che nella fiera riminese vedono una vera e propria “casa”. “Qui si racconta, anno dopo anno, l’eccellenza del nostro lavoro e la capacità delle imprese di innovare restando radicate nel territorio”, ha sottolineato il presidente provinciale di Fipe, Denis Preite, anticipando che l’associazione sarà protagonista di un confronto volto ad aprire riflessioni concrete. L’obiettivo è analizzare i nuovi volti che i bar stanno assumendo e interpretare le trasformazioni, spesso profonde, che interessano la domanda dei consumatori, in un momento storico di rapido cambiamento.
Un salone inaugurato al massimo livello
L’importanza dell’evento è peraltro sottolineata dalla presenza istituzionale che ne ha segnato l’avvio, con il ministro competente che ha ufficialmente aperto il salone, sancendone il ruolo di appuntamento cardine per l’industria. La fiera, che proseguirà fino al 20 gennaio, si presenta dunque non come una semplice esposizione commerciale, ma come un osservatorio privilegiato su trend, tecnologie e visioni che stanno ridisegnando il mondo del foodservice. Un luogo dove la tradizione artigiana italiana dialoga con le esigenze di un mercato globale, e dove ogni nuova ricetta, ogni macchinario esposto, ogni discussione in programma contribuisce a tracciare le coordinate del gusto dei prossimi anni.




