Sigep 2026, la fiera del gusto dove l'artigianato italiano scrive il futuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Nuove frontiere del palato, che vanno dal gelato alla pizza fino al mondo del bar, hanno guidato la visita organizzata da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo al salone Sigep World di Rimini, uno degli appuntamenti più rilevanti a livello globale per il food service. La delegazione, recatasi lunedì scorso nel quartiere fieristico romagnolo, ha avuto il compito di esplorare e successivamente tradurre per le imprese del territorio le ultime tendenze emerse, abbracciando una gamma vastissima di settori: dalla pasticceria alla panificazione, dalla cioccolateria alla ristorazione, senza tralasciare nessuno di quegli aspetti che, nel loro insieme, compongono l’offerta gastronomica contemporanea.
L'arte si fa materia, anche in cioccolato
La creatività, del resto, è stata linfa vitale dell’intera kermesse, come dimostra il caso del maestro cioccolatiere Iarriccio, il quale ha portato il nome di Prato in primo piano realizzando una scultura in cioccolato fondente alta oltre un metro e venti. L'opera, raffigurante una figura femminile alata con un fiore sul petto – un chiaro tributo a suggestioni mitologiche –, è stata affiancata da una serie di altri soggetti modellati nella medesima materia prima, capaci di attrarre l’attenzione di una platea variegata composta da curiosi, appassionati e professionisti del settore, tutti convenuti per l’edizione 2026 della manifestazione.
Il riconoscimento ai custodi della tradizione dolciaria
Proprio in questo contesto, il Sigep si è rivelato ancora una volta il palcoscenico eletto per celebrare l’eccellenza dell’arte dolciaria, non solo italiana. Un ruolo di primo piano è stato assunto dalla Conpait, la confederazione che raccoglie i pasticceri del Paese, la quale ha orchestrato una cerimonia di premiazioni dedicata ai Maestri della Pasticceria Italiana. Durante l’evento, il presidente Angelo Musolino ha ribadito come la missione dell’organizzazione consista nel preservare e al contempo valorizzare un patrimonio di saperi e tecniche che rappresenta un unicum a livello internazionale, sottolineando l’importanza di tramandare una simile ricchezza.
L'innovazione premiata parte da un chicco
Oltre alla tradizione, però, il futuro del gusto si costruisce attraverso la ricerca, come testimonia il successo ottenuto dalla torrefazione Torrcaffè ai "Lorenzo Cagnoni Innovation Awards". L’azienda, le cui origini risalgono al 1960 e che ha conosciuto una significativa riorganizzazione negli ultimi decenni, ha fatto il suo esordio alla fiera di Rimini ottenendo un riconoscimento prestigioso nella categoria Ingredients & Semi-Finished Goods. Il prodotto premiato, chiamato "Barriqo", si distingue per l’utilizzo di chicchi di caffè che subiscono un particolare processo di stagionatura in ciliegio, una tecnica che promette di ridefinire i parametri stessi dell’espresso artigianale e che ha convinto la giuria internazionale del concorso.




