Julius Meinl e Sigep, la mappa del gusto tra caffè premium e gelato globale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Nel panorama in costante mutamento del foodservice, dove l’evoluzione dei consumi detta ritmi serrati, due realtà apparentemente distinte delineano con chiarezza le traiettorie del premium e dell’artigianalità. Da un lato, una torrefazione storica come Julius Meinl, che radica il proprio successo in una filosofia produttiva meticolosa, dall’altro il settore del gelato, il cui mercato globale continua a registrare numeri in robusta crescita, come emerso con evidenza al recente Sigep World di Rimini. Un binomio, quello tra la cultura del caffè e la dinamica del dolciario, che racconta di un’offerta sempre più segmentata e di una domanda attenta non solo al prodotto in sé, ma anche ai valori che esso veicola lungo l’intera filiera.
La via austriaca al caffè, con cuore produttivo in Italia
Julius Meinl, brand viennese la cui produzione si svolge però in stabilimenti italiani, consolida il proprio posizionamento nel segmento alto attraverso un approccio che privilegia il controllo integrale del processo. La selezione delle origini, unita a una tostatura studiata per esaltare profili aromatici specifici, rappresenta il cardine di una strategia orientata principalmente verso i professionisti del canale Horeca e dell’hotellerie. "È sempre un onore raccontare l’eccellenza del nostro caffè a professionisti e operatori del settore", afferma Elena Arpegaro, responsabile marketing per l’Italia della torrefazione, evidenziando come il dialogo diretto con gli addetti ai lavori costituisca un momento fondamentale di condivisione culturale. Un metodo, il suo, che non trascura gli aspetti di responsabilità sociale d’impresa, fattore ormai imprescindibile per un’azienda che ambisce a distinguersi in un mercato affollato.
Il gelato artigianale vola, trainato dai mercati internazionali
Parallelamente, il comparto del gelato artigianale conferma la propria vitalità, chiudendo il 2025 con un incremento globale delle vendite pari all’8,5 per cento, per un valore complessivo che sfiora i 16,5 miliardi di euro. La spinta maggiore proviene, in questo caso, dalle aree geografiche esterne all’Unione Europea, le quali hanno fatto registrare tassi di crescita a doppia cifra, attestandosi attorno al 10 per cento. Un dato significativo, che sottolinea l’espansione internazionale di un prodotto simbolo della tradizione italiana, capace di adattarsi a sensibilità e palati diversi senza perdere la sua connotazione di genuinità. In Italia, del resto, l’intera filiera mantiene un peso economico rilevante, con un giro d’affari stimato in 4,9 miliardi, a dimostrazione di come il settore resista alle flessioni cicliche dell’economia.
Sigep 2026, laboratorio di tendenze e inclusione
Proprio il gelato, assieme al caffè, alla pasticceria e al cioccolato, è stato uno dei protagonisti indiscussi del Sigep World 2026, la kermesse internazionale dedicata al foodservice svoltasi a Rimini. La fiera, che si è configurata come una vera e propria "mappa globale del gusto", ha offerto una panoramica sulle tendenze emergenti, dalle sperimentazioni con note alcoliche alle curiosità come le cosiddette "perle di formaggio", passando per l’implementazione di tecnologie innovative nei processi produttivi. Ma l’evento non è stato solo una vetrina di novità commerciali; al suo interno, infatti, si sono sviluppati momenti di riflessione su temi di ampio respiro, come l’inclusione sociale. Il presidente del Conpait, Angelo Musolino, ha incontrato la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, ribadendo come l’impegno verso le persone con disabilità debba essere "un principio che guida ogni scelta", superando la logica delle mere iniziative occasionali.




