Femminicidio in Gallura: i RIS effettuano un nuovo sopralluogo nella tenuta di Ragnedda

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo sopralluogo del RIS di Cagliari è in corso nel casolare di proprietà dell’imprenditore vinicolo Emanuele Ragnedda, all’interno della tenuta Concaentosa tra Palau e Arzachena. Ragnedda, che si è dichiarato colpevole per l’omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo scomparsa a settembre e il cui corpo è stato ritrovato mercoledì scorso, è attualmente in carcere.

Ritrovamento di tracce sospette

Gli specialisti dell’Arma stanno esaminando minuziosamente i locali dove la donna sarebbe stata uccisa con colpi di pistola. Durante le operazioni, hanno rinvenuto tracce di una polvere bianca. Sono ora in attesa dei risultati delle analisi tossicologiche, indispensabili per accertare la natura della sostanza, sospettata di essere cocaina.

La vita di Cinzia Pinna

Cinzia Pinna, nata e cresciuta a Castelsardo in una famiglia benestante del settore turistico-alberghiero, aveva scelto di costruirsi una vita autonoma. Dopo aver a lungo collaborato nelle attività di famiglia, che includevano ristoranti e hotel anche a Tempio Pausania, si era trasferita a Palau per un nuovo lavoro come cameriera, dimostrando una forte volontà di indipendenza. La sua scomparsa aveva mobilitato forze dell’ordine e volontari, prima che la confessione di Ragnedda indicasse il luogo del delitto.

I punti oscuri sull'omicidio

Restano diversi punti da chiarire sui momenti successivi all’omicidio. Ragnedda, dopo il gesto, avrebbe preso un elicottero per recarsi al compleanno della madre, un dettaglio che gli inquirenti stanno valutando con massima attenzione. Quel che manca, e che costituisce il nodo cruciale dell’indagine coordinata dalla procura di Tempio Pausania, è un movente plausibile: l’imprenditore non ha fornito alcuna spiegazione convincente per un gesto di tale violenza.

Le indagini in corso

L’attività del RIS si concentra sul casolare per raccogliere ogni possibile elemento probatorio. La scoperta della polvere bianca, se confermata come sostanza stupefacente, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi, sebbene la sua diretta correlazione con la dinamica del femminicidio debba essere ancora stabilita. L’obiettivo è ricostruire con precisione le ore che hanno preceduto e seguito la morte di Cinzia Pinna, per comprendere appieno una vicenda i cui contorni appaiono, per molti versi, ancora oscuri.

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