«Cacciare la Brigata ebraica dai cortei»: il delirio dei Carc alla vigilia del 25 aprile a Milano
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Redazione Interno
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Alla vigilia dell’ottantunesimo anniversario della Liberazione, a Milano – città che quel 25 aprile del 1945 vide le campane suonare a festa e i tricolori sventolare dopo l’annuncio di Radio Milano Libera – si moltiplicano i fronti della memoria. Tra questi, si fa largo una posizione apertamente conflittuale, quella del Partito dei Carc, che in un testo pubblicato sul proprio sito trasforma la ricorrenza in una “giornata di lotta” contro chi, a loro dire, “si sottomette ai gruppi imperialisti Usa e ai sionisti”. La provocazione, però, non si ferma alla retorica: il passaggio più netto – e destinato ad alzare la tensione nelle piazze – è l’invito esplicito a “organizzarsi e mobilitarsi per cacciare dai cortei del 25 aprile la Brigata ebraica”. Un nodo, quest’ultimo, tra i più sensibili e divisivi della manifestazione, che riapre vecchie ferie mai del tutto rimarginate.
Il calendario istituzionale tra corone e concerti
Mentre dai margini arrivano questi appelli, il programma ufficiale del Comune procede secondo copione, scandito da cerimonie che mescolano il rigore del protocollo alla partecipazione popolare. La presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi – che ricopre quel ruolo in un’amministrazione chiamata a gestire una ricorrenza sempre più frammentata – parteciperà domani, sabato 25 aprile, a tre appuntamenti distinti. Alle ore 9, in piazza Tricolore, sarà presente alla deposizione delle corone al Monumento della Guardia di Finanza; un quarto d’ora più tardi, in corso Monforte 35, farà altrettanto a Palazzo Isimbardi; infine, alle 11, il Conservatorio di Milano ospiterà un concerto celebrativo. Una scaletta che nulla lascia al caso, ma che non potrà ignorare ciò che accadrà nelle strade circostanti.
Milano si prepara: cortei, deviazioni e la memoria che non si ripete uguale
Milano, lo si sa, vive il 25 aprile con una forza che non si ripete mai uguale: tra cortei principali e due spezzoni distinti, la città si appresta a una giornata di riflessione diffusa, che coinvolge non solo il centro ma anche l’hinterland. I preparativi, però, hanno dovuto fare i conti con la logistica. Il servizio Atm ha già annunciato deviazioni per i mezzi di superficie e alcune chiusure di fermate della metropolitana: la linea rossa M1, in particolare, salterà la stazione Palestro dalle ore 10, mentre sabato sera tutte le metropolitane chiuderanno alle 2 di notte. Un adeguamento reso necessario dal flusso dei partecipanti, ma anche dalla necessità di separare fisicamente i diversi spezzoni di corteo, incluso quello soggetto all’invito dei Carc.
Un anniversario sotto tensione e la scelta delle parole
Non c’è, in tutto ciò, alcuna semplificazione. La memoria della Liberazione – quella mattina del ’45 quando i tricolori iniziarono a sventolare e Sandro Pertini chiamò all’insurrezione gridando «Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista» – si scontra oggi con una narrazione che la vuole riscrivere in chiave antisraeliana e anti-Usa. L’invito a “cacciare la Brigata ebraica” – un di volontari che combatté a fianco degli Alleati – non è un incidente di percorso, ma una scelta di campo. E mentre alcuni cortei deporranno corone e ascolteranno concerti, altri si mobilitano per escludere, anziché celebrare. La giornata, insomma, si annuncia lunga, e non solo per le deviazioni dei mezzi.




