I dazi Usa sul commercio peseranno sul Pil italiano: Bankitalia stima un calo di oltre mezzo punto tra il 2025 e il 2027
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Redazione Economia
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L’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi, annunciato il 2 aprile, avrà ripercussioni significative sull’economia italiana, con un effetto negativo sul prodotto interno lordo stimato in oltre mezzo punto percentuale nel triennio 2025-2027. Lo indica la Banca d’Italia in una prima valutazione, ancora parziale, che ridimensiona le prospettive di crescita già fragili. Se nel 2025 il Pil potrebbe attestarsi allo 0,6%, con un rallentamento rispetto alle previsioni di dicembre, nei due anni successivi la progressione sarebbe rispettivamente dello 0,8% e dello 0,7%, contro l’1,1% e lo 0,9% ipotizzati in precedenza.
Le tensioni commerciali, che rischiano di innescare misure ritorsive da parte dell’Unione Europea e di altri partner, potrebbero aggravare ulteriormente lo scenario, soprattutto se si protraessero le turbolenze sui mercati finanziari. "L’incertezza è particolarmente elevata – si legge nel rapporto – e deriva dall’evoluzione delle politiche commerciali", un elemento che potrebbe influire sui già deboli margini di ripresa.
Confindustria, da parte sua, ha definito i dazi americani "un’opera di bullismo economico", sottolineandone l’insostenibilità anche per gli Stati Uniti. Maurizio Marchesini, vicepresidente dell’associazione, ha espresso scetticismo sulla durata di queste misure, giudicate prive di basi reali e dannose per la credibilità internazionale. "Trump ha raccontato bugie", ha aggiunto, evidenziando come l’Europa debba trovare soluzioni per mitigare l’impatto.




