Balneari, il Tar boccia la proroga al 2027: il governo nel caos

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tar della Liguria ha dichiarato illegittima la proroga al 2027 delle concessioni balneari, gettando nel caos un settore già in fibrillazione. La sentenza, emessa ieri, ha respinto il ricorso presentato dai titolari di tre stabilimenti di Zoagli (Genova), che chiedevano l’applicazione della norma contenuta nel cosiddetto “decreto Salva infrazioni”, approvato dal governo Meloni lo scorso novembre. Secondo i giudici, il comune ha agito correttamente nel predisporre immediatamente i bandi per le nuove concessioni, evidenziando come la proroga governativa non avesse un fondamento giuridico solido.

Roberta Frisoni, assessora regionale al Turismo in Liguria, non ha usato mezzi termini nel criticare l’esecutivo: “Il governo, con le sue promesse mancate e l’inadeguatezza delle norme, lascia un intero settore nel caos e nell’insicurezza”. Secondo Frisoni, il sistema turistico italiano necessita di regole chiare e di un quadro giuridico certo, elementi indispensabili affinché enti locali e operatori possano pianificare il futuro. “Senza un orizzonte definito – ha aggiunto – è impossibile organizzare procedure di evidenza pubblica efficaci e trasparenti”.

La pronuncia del Tar ligure mette in luce le contraddizioni di un governo che, nel tentativo di mediare tra le pressioni degli imprenditori balneari e le richieste della Commissione Ue, ha finito per creare una situazione insostenibile. Il “decreto Salva infrazioni”, infatti, aveva spostato di ulteriori tre anni il termine per bandire le gare imposte dalla direttiva Bolkestein, ma senza fornire una base normativa solida. Una scelta che, secondo i giudici, non poteva reggere di fronte a un esame approfondito.

Nonostante la sentenza, gli ambienti di governo cercano di minimizzare l’impatto della decisione. “Niente panico, cambia poco: la scelta rimane in capo ai Comuni”, è il messaggio che circola tra i palazzi romani. Un tentativo di rassicurare una categoria, quella dei balneari, storicamente vicina al centrodestra e preoccupata che la pronuncia possa fare da precedente per altre vertenze simili.

Tuttavia, la mancanza di un documento scritto che avalli la proroga al 2027 rende difficile immaginare una soluzione immediata. La sentenza del Tar ligure non solo smonta l’ultimo compromesso raggiunto dal governo, ma riapre un dibattito che rischia di trascinarsi ancora a lungo, lasciando migliaia di imprenditori in un limbo giuridico.

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