L’Ue e il Tar della Liguria: niente rinvii per i balneari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ROMA – La questione delle concessioni balneari, da anni al centro di un acceso dibattito tra governo italiano, Unione Europea e operatori del settore, torna a far discutere dopo la recente sentenza del Tar della Liguria. Il tribunale amministrativo ha infatti stabilito che il cosiddetto “common understanding”, l’accordo politico tra Roma e Bruxelles che aveva sospeso la procedura di infrazione sulla direttiva Bolkestein, non può essere invocato per bloccare le gare bandite dai Comuni. A chiarirlo, in modo netto, è stata una portavoce della Commissione europea, che ha ribadito come tale intesa, pur avendo un valore politico, non abbia alcuna rilevanza giuridica.

La direttiva Bolkestein, che impone l’apertura a libera concorrenza delle concessioni demaniali marittime, continua a generare incertezze e tensioni. La sentenza del Tar Liguria, in particolare, ha dichiarato “inesistente” l’accordo scritto tra governo e Ue sulla proroga delle concessioni al 30 settembre 2027, aprendo di fatto la strada alle nuove gare. Una decisione che ha gettato nello scompiglio gli operatori del settore, già alle prese con un quadro normativo frammentato e in continua evoluzione.

Daniele Avvento, presidente per la provincia di Grosseto del Sindacato italiano balneari (SIB), ha paragonato la situazione a una partita di Monopoli, dove “si torna sempre al punto di partenza”. Le sue parole riflettono la frustrazione di un settore che, nonostante i ripetuti tentativi di trovare una soluzione condivisa, si ritrova costantemente a fare i conti con nuove sentenze e scadenze.

Intanto, Regioni e Comuni costieri intensificano il pressing sul governo affinché venga varato al più presto il decreto attuativo, noto come “decreto indennizzi”, che dovrebbe definire le regole per le gare delle concessioni. La prima riunione del Tavolo di coordinamento tra amministrazioni locali, convocata dall’assessora regionale al Turismo della Liguria, Roberta Frisoni, ha evidenziato la necessità di accelerare i tempi per evitare ulteriori vuoti normativi.

Anche l’Emilia-Romagna, da sempre in prima linea nella gestione delle spiagge, si sta muovendo in questa direzione. La Regione ha avviato un confronto con i Comuni costieri per prepararsi alle prossime aste, cercando di conciliare le esigenze degli operatori storici con quelle dettate dalla normativa europea.

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