Leone XIV rilancia l'appello alla pace: "Dialoghiamo, negoziamo, le armi tacciano"
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Redazione Interno
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Nell’udienza giubilare concessa ai fedeli delle Chiese Orientali, Papa Leone XIV ha ribadito con forza la necessità di un impegno concreto per la pace, definendola non come una semplice assenza di conflitto, ma come un "dono che guarda alle persone e ne riattiva la vita". Le sue parole, pronunciate con tono deciso nell’Aula Paolo VI, hanno suscitato un applauso tra i presenti, alcuni dei quali hanno esclamato: «Viva il Papa!».
«La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi», ha affermato il Pontefice, offrendo il Vaticano come spazio neutro per mediazioni internazionali. Un gesto che segna una delle prime mosse diplomatiche del suo pontificato, in linea con lo stile dialogante già emerso fin dall’inizio del suo mandato. «Col cuore in mano – ha aggiunto – dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo!».
Leone XIV ha poi sottolineato come la guerra non sia mai inevitabile e come le armi, lungi dal risolvere i problemi, non facciano che aggravarli. «Passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime», ha proseguito, ricordando che gli altri non sono da considerarsi "nemici", ma esseri umani con cui confrontarsi. Un messaggio che, seppur rivolto in particolare alle nazioni coinvolte in conflitti, assume un valore universale.
Tra le priorità indicate dal Papa c’è anche quella di sostenere i cristiani in Medio Oriente, affinché possano rimanere nelle loro terre senza essere costretti all’esilio. Un tema che tocca da vicino le Chiese Orientali, molte delle quali vivono in contesti segnati da instabilità e persecuzioni.




