Bce avverte: guerre e dazi minacciano la crescita, inflazione resiste
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Redazione Economia
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Le prospettive economiche dell’Eurozona, già gravate da tensioni geopolitiche e commerciali, sono ulteriormente offuscate da un’"eccezionale incertezza", come sottolinea la Banca centrale europea nel suo bollettino di aprile. Gli esportatori europei, secondo l’istituto di Francoforte, si trovano a fronteggiare nuove barriere agli scambi, la cui reale portata – almeno per ora – resta difficile da quantificare. Le turbolenze nei mercati, aggravate dalle misure protezionistiche e dalle guerre in corso, rischiano di frenare gli investimenti delle imprese, con ripercussioni che potrebbero estendersi all’intera economia.
Intanto, l’inflazione nell’area euro mostra una tenacia inaspettata. I dati preliminari di Eurostat per aprile indicano un aumento annuo dei prezzi al 2,2%, in linea con marzo ma leggermente al di sopra delle attese, fissate al 2,1%. A preoccupare, però, è soprattutto l’inflazione core, che esclude energia e alimentari: questa è salita al 2,7%, contro il 2,4% del mese precedente, trainata principalmente dai rincari nel settore dei servizi. Un segnale che complica il quadro per la Bce, la quale – nonostante le pressioni dei mercati – potrebbe essere costretta a rivedere i piani sui tagli dei tassi.
Le mosse di Donald Trump, con l’inasprimento dei dazi su acciaio e alluminio, hanno riacceso i timori di una guerra commerciale su scala globale, aggiungendo ulteriori "rischi al ribasso" per la crescita. La stessa Standard & Poor’s ha ridotto le previsioni per l’Italia e altre economie, citando proprio l’impatto delle tensioni doganali. Se da un lato gli investitori scommettono su un allentamento monetario già nei prossimi mesi – con almeno un taglio dei tassi prima dell’estate –, dall’altro la resistenza dell’inflazione, unita alla minaccia di una stagflazione, potrebbe costringere la Bce a mantenere una posizione più cauta.




