Il maltempo stronca la Befana e mette in ginocchio Roma, tra piazza Navona deserta e l'Aniene in piena
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Redazione Interno
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Una pioggia insistente e gelida, che non ha concesso tregua, ha cancellato i sorrisi e paralizzato i rituali. A piazza Navona, cuore storico della festa dell'Epifania, l'immagine era desolante: pochi, coraggiosi passanti, costretti a destreggiarsi tra le pozzanghere che allagavano i sampietrini, mentre la tradizionale folla di famiglie e bambini semplicemente non si è materializzata. I banchi dei venditori, coperti da teli di plastica gonfi dal vento, restavano muti testimoni di un disastro annunciato, con gli agenti di sicurezza, avvolti nei loro poncho, a presidiare un evento che si è dissolto nell'acqua. I commercianti, quelli che hanno tenuto aperto nonostante tutto, parlano senza mezzi termini di una giornata da dimenticare, con cali nelle vendite che, in alcuni casi, hanno sfiorato la metà del fatturato atteso. Una perdita economica significativa, che va a chiudere in tono minore il ciclo delle festività natalizie, privando la città di un momento di allegria collettiva e di sostentamento per molti lavoratori del settore.
L'emergenza si sposta a est con la piena del fiume
Se il centro ha patito sul piano commerciale e della tradizione, la periferia est di Roma è stata teatro di una vera e propria emergenza idrogeologica. L'Aniene, gonfio dalle piogge incessanti, ha rotto gli argini, invadendo strade e sottopassi e costringendo alla chiusura di arterie fondamentali come via Tiburtina, sommersa da un'ampia distesa d'acqua. Solo nella tarda mattinata di mercoledì, dopo che il livello del fiume laziale ha cominciato a calare, si è potuto procedere alla riapertura, sebbene diverse vie secondarie restino ancora impraticabili, chiuse per permettere la rimozione dei detriti e del fango depositati dalla piena. Il IV e il V Municipio, insieme all'area di Tivoli, sono stati i più colpiti, con isolamenti e allagamenti diffusi che hanno tenuto con il fiato sospeso interi quartieri, mentre le squadre di soccorso lavoravano senza sosta per arginare i danni e prestare assistenza.
Crolli e interventi dei vigili del fuoco
Al dissesto idrogeologico si sono sommati altri episodi di criticità, che hanno contribuito al quadro generale di una città in affanno. Al Tufello, un albero ceduto per il terreno zuppo d'acqua è crollato su via Monte Ruggero, abbattendosi su sette automobili parcheggiate e provocando, per fortuna, solo danni materiali ma seminando un comprensibile terrore tra i residenti, costretti a vedere un'altra strada bloccata. Questo evento si inserisce in un contesto operativo estremamente impegnativo per i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Roma, che dall'inizio dell'ondata di maltempo hanno condotto un numero impressionante di interventi, superando quota mille. Un'attività ininterrotta, protrattasi per giorni, finalizzata a rispondere alle più disparate richieste di aiuto: dal pompaggio di acqua da scantinati e garage al taglio di rami pericolanti, dal soccorso a persone in difficoltà alla verifica di stabilità di strutture compromesse.
La lenta e complessa fase della ripresa
Ora, con il passare delle ore e il miglioramento delle condizioni meteo, la Capitale affronta la fase più laboriosa, quella della ripresa e della conta definitiva dei danni. Se le principali vie di comunicazione riconquistano gradualmente la loro funzionalità, resta un lavoro enorme da fare nelle aree più periferiche e colpite, dove il fango e i detriti rendono difficoltosi anche gli spostamenti più semplici. L'amministrazione cittadina, insieme ai vigili del fuoco e alla protezione civile, è impegnata in un monitoraggio costante del territorio, con particolare attenzione alle criticità idrogeologiche che questo evento meteorologico ha crudamente riportato alla luce. Un ritorno alla normalità che, è evidente, non potrà essere immediato e che richiederà uno sforzo coordinato per sanare le ferite inferte alla viabilità, al commercio e al senso di sicurezza dei cittadini.




