Borsa di Milano cauto ottimismo trainato da utility ed energetici in attesa del summit Ue

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta odierna di Piazza Affari, pur aprendo con un timido segno negativo, ha immediatamente mostrato una spiccata preferenza degli investitori per quei settori, come le utility e il comparto energetico, tradizionalmente considerati difensivi e al contempo capaci di beneficiare del contesto geopolitico e delle attese per il Consiglio Energia dell'Unione Europea in programma a Bruxelles. L'indice Ftse Mib, dopo aver ceduto lo 0,31% nei primi scambi attestandosi a 44.211 punti, ha visto un immediato ricomporsi del listino attorno a valori contrastanti, con i titoli legati alle materie prime e ai servizi pubblici che hanno catalizzato la maggior parte degli acquivi, in netta controtendenza rispetto alla debolezza manifestata da altri comparti. Il clima di cautela, del resto, rimane piuttosto elevato, e gli operatori finanziari scrutano con attenzione non solo l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e il suo impatto sul prezzo del petrolio, che si mantiene su livelli elevati, ma anche le prossime mosse delle banche centrali, con la Federal Reserve americana che domani comunicherà le proprie decisioni sui tassi di interesse.

Il passo deciso di utility ed energetici in un mercato incerto

A guidare i rialzi, fin dalle prime battute, è stata A2a, le cui azioni hanno segnato un progresso dell'1,90% portandosi a 2,471 euro, spinte dall'approssimarsi della pubblicazione dei risultati finanziari e da un sentiment positivo verso l'intero settore. Subito a ruota, Eni ha mostrato una solida performance con un +1,60% a 22,895 euro, beneficiando dell'andamento del greggio e del suo posizionamento strategico nel panorama energetico europeo. Ottimi spunti sono arrivati anche da Snam, che ha guadagnato l'1,14% a 6,586 euro, e da Hera, in rialzo dell'1,12% a 4,16 euro: un segnale, quest'ultimo, di come gli investitori stiano premiando la stabilità e la prevedibilità dei flussi di cassa offerte dalle società regolate. Non sono da meno Enel e Terna, entrambe salite rispettivamente dell'1,10% (a 9,758 euro) e dello 0,95% (a 10,11 euro), a conferma di un interesse trasversale per tutto ciò che ruota attorno alla produzione e alla distribuzione di energia, in un'ottica forse anche di rinnovata attenzione alle politiche comunitarie in materia.

Le altre blue chip tra resistenze e spinte settoriali

In questo scenario contraddistinto da acquisti mirati, anche Tenaris ha registrato un apprezzabile +0,95% a 23,49 euro, testimoniando la correlazione diretta tra il Titolo e l'andamento del mercato petrolifero. Tra i pochi altri segnali positivi in un contesto di apertura fiacca, spiccano Inwit, in progresso dello 0,82% a 7,98 euro, e Telecom Italia, che ha messo a segno un +0,70% attestandosi a 0,607 euro, muovendosi in controtendenza rispetto al pessimismo che da tempo avvolge il settore delle tlc. Stellantis, dal canto suo, ha evidenziato una certa resilienza con un +0,61% a 5,74 euro, nonostante le complessità del settore automobilistico globale. Di segno opposto, invece, le performance di Leonardo, Prysmian e Stm, che hanno aperto in flessione rispettivamente dell'1,5%, dell'1,2% e dello 0,9%, penalizzate probabilmente da prese di profitto o da una maggiore esposizione a mercati considerati più a rischio nell'attuale fase.

Il quadro tecnico e le attese per il vertice Ue sull'energia

Analizzando la chiusura della vigilia, il principale indice milanese aveva sostanzialmente appiattito la propria performance, fermandosi a un modesto +0,07% e lasciando intravedere, dal punto di vista tecnico, implicazioni ribassiste in via di rafforzamento. Le sollecitazioni negative, infatti, potrebbero spingere il Ftse Mib verso l'area di supporto individuata a 44.042 punti, mentre eventuali inversioni di tendenza, sostenute da notizie positive, dovranno confrontarsi con una resistenza posta a 44.927 punti. È in questo quadro di incertezza e di potenziale volatilità che si inserisce l'appuntamento odierno del Consiglio Energia dell'Unione Europea. I ministri del settore, riuniti a Bruxelles, affronteranno temi cruciali come il pacchetto per le reti europee, lo stato di avanzamento del piano d'azione per l'energia accessibile e, non ultime, le implicazioni per la sicurezza dell'approvvigionamento derivanti dalle tensioni internazionali. Le decisioni e le discussioni che emergeranno dal vertice, specialmente in merito a misure per migliorare la trasparenza e contrastare la speculazione sui prezzi dell'energia, potrebbero fornire ulteriori carburanti o, al contrario, nuovi elementi di riflessione per un mercato che, come dimostrano i listini, ha già puntato con decisione sul settore.

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