Il crollo del "dio dei quadrupli": Malinin affonda, l'oro del pattinaggio va al kazako Shaidorov
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Redazione Sport
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Il programma libero del singolo maschile, andato in scena venerdì 13 febbraio sul ghiaccio del Forum di Assago, doveva essere la passerella trionfale di Ilia Malinin, l'americano che con i suoi salti impossibili aveva riscritto i codici del pattinaggio mondiale. E invece no, perché quella a cui hanno assistito gli spettatori presenti e i milioni di telespettatori collegati è stata una delle più clamorose débâcle nella storia della disciplina ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, un tonfo così fragoroso da riscrivere l’intero ordine d’arrivo. Il ventunenne campione del mondo, strafavorito per il gradino più alto del podio e forte di un vantaggio rassicurante accumulato nel programma corto, si è letteralmente spento sotto il peso di una pressione che, a conti fatti, non ha saputo gestire: cadute rovinose, atterraggi sporchi e una sequenza di salti aperti ne hanno minato la prestazione, consegnandolo a un ottavo posto finale che sa di resa incondizionata -1-7.
Nel suo disastro, tuttavia, è germogliata la gloria altrui. Perché mentre il favorito affondava, dal quinto posto dopo lo short program si è materializzato il kazako Mikhail Shaidorov, autore di un libero semplicemente perfetto, pulito e di altissima difficoltà tecnica. Con 291.58 punti totali e un libero da 198.64, il ventunenne di Taldykorgan ha firmato quella che gli addetti ai lavori hanno subito definito la gara della vita, portando al Kazakistan un oro storico che mancava dai tempi di Vladimir Smirnov nel 1994 -2-8. Alle sue spalle, a completare un podio che profuma di rivincita e sorpresa, ci sono due giapponesi: Yuma Kagiyama, argento nonostante un errore madornale nei primi secondi del suo esercizio, e Shun Sato, bronzo dopo essere risalito da una nona posizione che lasciava presagire ben poco -2-7.
Per Malinin, il "Dio dei quadrupli" capace di atterrare il quadruplo Axel, la serata si è trasformata in un incubo tecnico da cui non c'è stato scampo: due cadute e una gestione mentale che gli esperti hanno definito autolesionistica. Ha aperto le porte a tutti, e nessuno le ha varcate con più autorità di Shaidorov. Anche Adam Siao Him Fa, il francese che pure avrebbe potuto inserirsi nella misaglia, ha fallito, finendo fuori dal podio. Il pattinaggio, si sa, è disciplina crudele, e quando il re cade nudo sul ghiaccio, sono gli alfieri meno attesi a raccogliere la corona -1-7.
Grassl nono, l'Italia del pattinaggio piange un'occasione ma si scopre più in forma di quanto sembrasse
Nel mezzo di questo terremoto tecnico, l'Italia ha giocato le sue carte con onore, seppur senza riuscire a salire sul podio. Daniel Grassl, il meranese quarto dopo il corto e dunque in lizza per un sogno che sembrava possibile, ha chiuso in nona posizione con un totale di 263.71 punti, pagando a caro prezzo un’intossicazione alimentare che lo aveva debilitato nelle ore precedenti la gara -8-9. Lui stesso ha raccontato ai microfoni di essere corso in bagno a vomitare subito dopo l’esibizione, una confessione che getta una luce diversa su una prestazione comunque dignitosa ma lontana dalla perfezione che gli avrebbe consentito di lottare per le medaglie -9.
C'è da dire, però, che il nono posto di Grassl, se letto in controluce rispetto al disastro di Malinin, acquista il sapore amaro di un’occasione perduta, ma anche di una tenuta fisica e mentale non scontata vista la contingenza. Matteo Rizzo, invece, non è riuscito a ripetere le emozioni del team event, chiudendo quattordicesimo dopo un libero in cui la tensione ha preso il sopravvento sulle qualità tecniche. Il ghiaccio di Assago, insomma, ha raccontato una storia fatta di cadute e resurrezioni, dove la logica dei pronostici è stata mandata in frantumi dalla variabile umana, quella che rende lo sport, e il pattinaggio in particolare, una rappresentazione imprevedibile e affascinante della fragilità degli dei -7.
Biathlon deludente e speranze italiane, lo sprint maschile parla francese e norvegese
Mentre il pattinaggio di figura viveva il suo dramma, ad Anterselva si consumava un'altra giornata di sport olimpico, con lo sprint maschile di biathlon che ha offerto spunti non esaltanti per il pubblico di casa. Il trentino Tommaso Giacomel, atteso tra i protagonisti dopo le ottime prestazioni in Coppa del Mondo, ha deluso le aspettative chiudendo ventiduesimo a causa di tre errori al poligono, un peso specifico troppo alto per sperare di giocarsi le medaglie in una disciplina che perdona poco -5. A trionfare è stato il francese Quentin Fillon Maillet, autore di una prova maiuscola con due poligoni perfetti e un passo sugli sci che ha lasciato pochi scampoli agli avversari, conquistando quello che rappresenta il suo quarto Titolo olimpico in carriera -5.
Sul podio, accanto al transalpino, sono saliti due norvegesi: Vetle Christiansen, argento, e Sturla Lægreid, bronzo. Per l'Italia, oltre al già citato Giacomel, va segnalata la prova del brunicense Lukas Hofer, tredicesimo con un solo errore, e la sorprendente sedicesima piazza del debuttante Nicola Romanin, capace di chiudere senza errori al tiro e firmare il miglior risultato della sua giovane carriera -5. Una prestazione, la sua, che ha ridato un briciolo di ottimismo in una giornata che, per i colori azzurri, era iniziata con il bronzo di Michela Moioli nello snowboard cross femminile, vinto dall’australiana Josie Baff, e proseguita con attese disilluse -6.
L'Italia si aggrappa a Moioli e guarda al futuro, tra hockey e pattinaggio di velocità
Fuori dal ghiaccio di Assago e dai poligoni di Anterselva, l'ottava giornata delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ha visto l'Italia impegnata su più fronti, con risultati alterni ma con la fiammella della speranza accesa da Michela Moioli. La bergamasca, reduce da un trauma facciale rimediato in allenamento, ha stretto i denti e portato a casa una medaglia di bronzo nello snowboardcross femminile, preceduta dall'australiana Baff e dalla ceca Eva Adamczykova, regalando al pubblico di Livigno una gioia che sa di riscatto e caparbietà -6.
Per il resto, la giornata ha offerto spunti di contorno, come le partite di hockey su ghiaccio, con l'Italia maschile impegnata contro la Slovacchia, e le prime battute del round robin di curling, discipline in cui gli azzurri cercano di ritagliarsi un ruolo da comprimari. Il programma, fitto di appuntamenti, ha visto anche le qualificazioni nel pattinaggio di velocità e nello skeleton, con Valentina Margaglio pronta a lanciarsi nella prima e seconda run del singolo femminile. E mentre i riflettori erano puntati sui riflettori del pattinaggio, il ghiaccio dell'hockey femminile si preparava a ospitare i quarti di finale contro le fortissime statunitensi, un ostacolo probabilmente insormontabile ma utile per fare esperienza in vista del futuro -4.




