Intesa Sanpaolo e sindacati firmano un patto sociale: flessibilità, bonus bebè e più welfare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Alla vigilia delle festività, una firma ha suggerito come i cambiamenti nelle relazioni industriali, quando indirizzati verso obiettivi condivisi, possano produrre accordi di ampio respiro. La Fisac Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha infatti sottoscritto con Intesa Sanpaolo il primo consistente blocco del rinnovo del Contratto collettivo di secondo livello, un passaggio che segna una tappa fondamentale nel dialogo tra le parti e che anticipa la presentazione del nuovo Piano d'Impresa. L’intesa, che si compone di un accordo quadro, di un patto sulla previdenza complementare e su un innovativo capitolo dedicato alla conciliazione tra vita e lavoro, si propone esplicitamente di sostenere, come ha dichiarato il segretario responsabile della Fisac Cgil per il gruppo, quei lavoratori che si trovano in condizioni di maggiore precarietà economica e sociale, perseguendo così i principi di tutela della persona e di solidarietà che caratterizzano l’azione del sindacato.

Una nuova flessibilità e il sostegno alla genitorialità

Se un tempo il settore bancario era noto per una rigidità quasi inflessibile nell'organizzazione dei turni e degli orari, oggi, come emerso dalle dichiarazioni della direzione, quella fase appare definitivamente superata da un modello che punta su forme contrattuali più articolate. In questo contesto si inseriscono le novità più rilevanti, molte delle quali ruotano attorno al tema della genitorialità. Il contratto, infatti, introduce un bonus una tantum di 1.500 euro per i nuovi nati e riconosce un ventaglio di permessi retribuiti, alcuni dei quali inediti, come quelli per le visite legate alla procreazione medicalmente assistita. Ma l'elemento di maggiore rottura con il passato è l'opzione che consente ai genitori di fruire di 12 ore di permesso settimanale retribuito o, in alternativa, di accedere a una settimana lavorativa compattata in 4 giorni, con orari di sette ore e mezza ciascuno, mantenendo inalterata la retribuzione.

Un percorso di rinnovo in divenire

Questa prima tranche di accordi non esaurisce il negoziato, ma rappresenta piuttosto il frutto di un percorso avviato mesi fa con l'intesa sul Fondo Sanitario Integrativo e che proseguirà nei prossimi mesi. Le parti, evitando di concedere spazio a sterili contrapposizioni, hanno preferito concentrarsi sulla costruzione di un welfare aziendale più robusto e inclusivo, il quale, se da un lato risponde a esigenze di carattere sociale, dall'altro si inserisce in una fase strategicamente delicata per il gruppo bancario. L’attenzione posta sulle famiglie e sui lavoratori più giovani, del resto, sembra andare di pari passo con l'annunciato piano di assunzioni che prevede l’ingresso in banca di 3.500 giovani con un posto di lavoro stabile.

Il valore politico dell’intesa

Al di là degli aspetti meramente economici e normativi, ciò che emerge dalla lettura complessiva del testo è il suo marcato valore politico, volto a ridisegnare i confini tra esigenze produttive e diritti individuali. L’accordo sulla genitorialità, in particolare, non si limita a elencare benefici ma delinea un approccio culturale nuovo, che riconosce le diverse esigenze delle persone senza penalizzarne la carriera o il reddito. Si tratta di misure che, pur applicandosi a un contesto aziendale specifico, potrebbero costituire un punto di riferimento per altri settori, dimostrando come la contrattazione di secondo livello possa essere uno strumento dinamico per affrontare le sfide della modernità del lavoro, dalla ricerca di un equilibrio tra tempi di vita e professionali al sostegno concreto alle nuove generazioni.

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