Siria, migliaia di parenti dei detenuti davanti al carcere di Sednaya
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Redazione Esteri
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Migliaia di siriani si sono radunati davanti alla famigerata prigione di Sednaya, situata a circa trenta chilometri da Damasco, nella speranza di ritrovare i propri cari detenuti o scomparsi. La drammatica liberazione della prigione, avvenuta poche ore dopo che i ribelli hanno preso il controllo della capitale, ha scatenato una frenetica ricerca da parte dei familiari. La prigione di Sednaya, conosciuta come il "mattatoio umano" di Assad, era utilizzata dall'ex presidente Bashar al-Assad per detenere e torturare gli oppositori del regime.
Dopo oltre tredici anni di guerra civile, i ribelli islamisti hanno costretto al-Assad a fuggire, prendendo il potere nel paese e liberando i prigionieri della struttura. Le immagini dal drone mostrano una fila di auto che si estende per più di sette chilometri, con famiglie che hanno acceso falò davanti alla prigione nella speranza di ricevere notizie dei loro cari. Youssef Matar, un giovane di 25 anni, ha dichiarato di essere lì da ieri, aspettando con la speranza che uno dei suoi familiari venga ritrovato.
La prigione di Sednaya, soprannominata il "macello", è stata teatro di innumerevoli atrocità durante il regime di Assad. Mentre i siriani festeggiano la caduta del regime, molti si trovano ora a dover affrontare la dolorosa realtà della ricerca dei propri cari, scomparsi e torturati all'interno della struttura. La liberazione della prigione rappresenta un momento cruciale nella storia recente della Siria, segnando la fine di un'era di terrore e l'inizio di una nuova fase di speranza e ricostruzione per il paese.




