La sfida del "CalSecco" e i dazi Usa che minacciano l'export veneto
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Redazione Interno
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Mentre il governo americano si prepara a introdurre dazi fino al 200% sui vini e sugli alcolici europei, una provocazione commerciale arriva dalla California, dove il produttore statunitense Rack&Riddle ha lanciato il suo "CalSecco", uno spumante definito «coltivato e prodotto in California secondo la tradizione veneziana». Una mossa che, oltre a strizzare l’occhio al mercato interno, rischia di indebolire ulteriormente il settore delle bollicine venete, già sotto pressione per le tensioni doganali.
I dati dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto, elaborati su fonti Istat, rivelano un export verso gli Stati Uniti cresciuto del 29,8% tra il 2019 e il 2024, raggiungendo i 7,3 miliardi di euro. Un successo trainato soprattutto dalle vendite di macchinari (quasi 1,65 miliardi) e di strumenti medici, in particolare il comparto dell’occhialeria, che sfiora 1,2 miliardi. Ma è il vino, insieme ad altri prodotti agroalimentari, a finire nel mirino delle nuove tariffe volute da Donald Trump, con possibili ripercussioni su un mercato che per il Veneto rappresenta una voce cruciale.
«Non c’è più tempo», ha avvertito il governatore Luca Zaia, sottolineando come il prossimo 2 aprile potrebbe segnare una svolta negativa paragonabile agli shock della pandemia e dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Tra le province, Vicenza si distingue come la più esposta, con oltre 2,2 miliardi di export verso gli Usa, un terzo del totale regionale.
Intanto, durante l’evento "Vini delle Coste" a Lucca, i giornalisti americani Melanie Young e David Ransom hanno definito l’ipotesi dei dazi «un disastro preannunciato», evidenziando le conseguenze per entrambe le sponde dell’Atlantico. Se da un lato il "CalSecco" rappresenta una risposta provocatoria al protezionismo, dall’altro il timore è che le misure annunciate da Washington possano innescare una spirale di ritorsioni, con effetti imprevedibili su un sistema economico già fragile.




