Il Terremoto in Myanmar Mette in Ginocchio il Paese: Oltre 1.650 Vittime e Sfide per i Soccorsi
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Redazione Esteri
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Un terremoto di magnitudo 7.7, verificatosi il 28 marzo 2025, ha ridotto il Myanmar a un cumulo di macerie, con migliaia di persone ancora sepolte sotto gli edifici crollati e ospedali al collasso. Secondo le stime dell’USGS PAGER, c’è una probabilità del 67% che il bilancio superi le 10.000 vittime, mentre le infrastrutture critiche – tra cui aeroporti, strade e ponti – hanno subito danni ingenti, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso. A Naypyitaw, il crollo della torre di controllo aeroportuale ha reso quasi impossibile l’arrivo tempestivo degli aiuti internazionali.
A Mandalay, una delle città più colpite, i vigili del fuoco e i volontari hanno lavorato senza sosta per estrarre i sopravvissuti. Tra questi, 29 persone sono state salvate dalle macerie di un condominio, ma la gioia per il ritrovamento si è spenta poco dopo, quando una donna incinta, Mathu Thu Lwin, è deceduta a causa delle ferite riportate. Nonostante ciò, qualche spiraglio di speranza arriva dal Great Wall Hotel, dove una donna è stata estratta viva dopo 60 ore, grazie a un’operazione congiunta tra soccorritori cinesi, russi e locali. Le sue condizioni, secondo quanto riferito dall’ambasciata cinese, sono stabili.
Il bilancio provvisorio, aggiornato al 31 marzo, parla di almeno 1.650 morti e 2.000 feriti, ma i numeri potrebbero crescere in modo drammatico man mano che si scavano le macerie. Le autorità locali, già in difficoltà per la carenza di risorse, devono affrontare anche il rischio di epidemie, con migliaia di sfollati costretti a vivere in condizioni igieniche precarie. Intanto, i sismologi sottolineano come la violenza del sisma sia stata amplificata dalla scarsa qualità delle costruzioni e dalla posizione geografica del Paese, situato in una delle zone a più alta attività tellurica del mondo.




