Olbia ricorda Sebastião Salgado con le immagini di Wim Wenders

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Martedì 28 maggio, al Politecnico Argonauti di Olbia, una serata dedicata a Sebastião Salgado, il fotografo brasiliano scomparso il 23 maggio a Parigi, ripercorrerà la sua opera attraverso il film Il sale della terra di Wim Wenders. La proiezione, in programma alle 19:30, sarà seguita da un dibattito con fotografi locali e il pubblico, in un confronto che promette di scavare oltre l’estetica, toccando i temi cari a Salgado: l’umanità sofferente, la natura minacciata, la forza delle immagini in bianco e nero.

Quella di Olbia non è l’unica iniziativa che, in queste settimane, tiene viva la memoria del fotografo. A Trento e Rovereto, la mostra Sebastião Salgado. Genesi, divisa tra il Muse e il Mart, resta visitabile fino al 21 settembre, diventando così l’ultima esposizione inedita dell’autore. Un progetto che, come aveva detto lo stesso Salgado durante l’inaugurazione l’11 aprile, nasceva da un legame affettivo con il Trentino, regione che amava profondamente. La morte, arrivata poche settimane dopo, ha trasformato quella promessa in un testamento artistico.

Salgado, che aveva dedicato la vita a documentare conflitti, migrazioni e paesaggi incontaminati, aveva contratto una malattia tropicale negli anni Novanta durante uno dei suoi reportage. Le complicazioni legate a quell’infezione ne hanno segnato gli ultimi anni, senza però fermarne l’impegno. Le sue foto, prive di colore ma cariche di drammaticità, hanno raccontato storie altrimenti invisibili, rendendolo non solo un maestro della fotografia, ma un testimone scomodo del nostro tempo.

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