Protocolli vaghi e contenzioni violente: la morte di Fakir mostra il baratro normativo

Protocolli vaghi e contenzioni violente: la morte di Fakir mostra il baratro normativo
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Domani INTERNO

«Si chiamava Fakir ed era mio zio, non era un numero. Non era una notizia, non era un caso. Era una vita, una persona amata, e qualcuno ieri ha deciso di portarmelo via». Le parole della nipote di Fakir, scandite lunedì 20 luglio a Bologna, sono state accompagnate da rispettoso silenzio e poi dal boato di una piazza Nettuno stracolma di cittadine e cittadini, riuniti per chiedere verità e giustizia per Abderrahim. (Domani)

Ne parlano anche altri giornali

FdI chiede le dimissioni del sindaco Lepore. Un'auto del comune incendiata (Open)

La guerriglia nella notte: auto date alle fiamme, bici vandalizzate e dehors devastati Ulteriori danni sono stati realizzati dai violenti nelle vie centrali della città, adiacenti a piazza Maggiore dove è partita la manifestazione, fa sapere la Questura. (Leggo.it)

Servizio di Daniele Stefanini (Agtw) (Corriere della Sera)

Bologna ‘devastata’ dopo il presidio per Fakir: auto a fuoco, vetrine spaccate, scritte violente contro la polizia

DOSSIER 21 luglio 2026 Il 19 luglio, nel quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir, un cittadino marocchino di 42 anni, muore durante un intervento della Polizia di Stato, che era stato sollecitato dai residenti per la presenza di un uomo in forte stato di agitazione. (Mediaset Infinity)

"Sono sicuro al mille per mille che era lui, mi stava sopra e l'ho visto bene in faccia. A due giorni dalla morte del 42enne durante l'arresto nel quartiere Pilastro di Bologna, si aggiunge una testimonianza ai tasselli di una vicenda ancora tutta da chiarire. (Il Fatto Quotidiano)

Tutte violente, rivolte alle forze dell’ordine, tranne quella che riempie una facciata esterna della sede del Comune: “Fakir vive”, seguita, non a caso, da un insulto contro la polizia. Scritte, troppe, su muri e vetrate. (Il Resto del Carlino)